L’amministrazione comunale bandisce un concorso per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (bando di concorso n. 1/2013). E’ la prima volta che accade a Modugno dal 1990, ponendo termine a un blocco delle graduatorie delle case popolari che e’ durato ben 23 anni…
L’amministrazione comunale bandisce un concorso per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (bando di concorso n. 1/2013). E’ la prima volta che accade a Modugno dal 1990, ponendo termine a un blocco delle graduatorie delle case popolari che e’ durato ben 23 anni e che ha escluso le giovani famiglie dalla possibilità di avere una casa popolare. Il concorso riguarda gli appartamenti che via via si liberano; per il momento sono disponibili una dozzina di alloggi: il risultato è significativo perché conseguito grazie all’avvio di controlli compiuti per impedire che le case popolari siano appannaggio di chi non ne ha diritto. Inoltre, sono già individuate aree nelle quali costruire nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica: l’assessore ai lavori pubblici, Agostino Romita, sta sollecitando l’Iacp (Istituto autonomo case popolari) a realizzare nuove case da mettere a disposizione dei cittadini meno abbienti.
Secondo la giunta comunale, il risultato al quale si è giunti è ancora più importante perché, grazie al bando di concorso, a Modugno oggi anche famiglie giovani potranno tornare a concorrere per l’assegnazione di una casa popolare: un così lungo blocco della graduatoria infatti cristallizzava la situazione a 23 anni fa, assegnando le case via via liberate a persone che, forse, ne avevano diritto nel 1990 ma che oggi vivono in condizioni economiche e sociali ben diverse da quelle di allora.
“Credo che il significato di questo provvedimento, per la città, sia enorme. Intanto testimonia di una politica di legalità”, dice il Sindaco Nicola Magrone. “Come si possa tenere una graduatoria bloccata per 23 anni, dove l’ultimo assegnatario risulta essere un novantenne, è davvero inspiegabile. Questo snatura la funzione dell’edilizia pubblica, funzione che è anche quella di agevolare i giovani: in questa città, invece, si vede bene, generazioni intere sono rimaste escluse dalla possibilità di avere una casa popolare. Sarà interessante anche capire le ragioni che hanno determinato questo lungo stop”.
In un momento di difficoltà economiche crescenti per le famiglie, in una situazione in cui l’impoverimento, a causa della perdita del lavoro e della disoccupazione, assume tratti drammatici, lo sblocco delle graduatorie per le case popolari segna un primo, fondamentale, traguardo per una maggiore giustizia sociale in città. Il passo successivo è la realizzazione di nuove case popolari su aree già individuate e già nella disponibilità del Comune di Modugno. Si rivitalizza così quel diritto alla casa che nel tempo è divenuto a Modugno, e non solo, sempre più astratto. Un diritto sempre più tragicamente negato.
COMUNICATO SEGRETERIA SINDACO MAGRONE
