Pare si possa finalmente mettere fine alla vicenda della chiusura preannunciata a marzo scorso della Bridgestone di Modugno e che riguarda tantissime famiglie di operai. E' stato infatti finalmente trovato un accordo sulla conversione…
ROMA – C'è l’accordo per la riconversione della Bridgestone di Modugno (Bari). È la «migliore soluzione possibile», afferma il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, al termine dell’incontro con l’azienda, i sindacati e le amministrazioni locali. L’intesa esclude una soluzione esterna per l’impianto di cui era annunciata la chiusura immediata.
I lavoratori della Bridgestone di Bari presenti all’incontro al ministero dello Sviluppo economico hanno festeggiato la firma dell’accordo per la riconversione dello stabilimento strappando il comunicato con cui a marzo la società ne aveva annunciato la chiusura irreversibile. «E' da sei mesi che volevamo farlo», hanno dichiarato.
«Da subito la frase 'chiusura irreversibile' scomparirà dal sito della Bridgestone». Così l'amministratore delegato di Bridgestone Europe, Franco Annunziato, alla firma dell’accordo per la riconversione dello stabilimento di Bari. «Il gruppo esprime apprezzamento verso i dipendenti per aver sempre mostrato un atteggiamento costruttivo, elemento che ha inciso in maniera determinante sulla buona riuscita della trattativa», afferma, ricordando la «grande responsabilità» di tutte le parti coinvolte.
Il piano di riconversione prevede la focalizzazione della produzione solo sui pneumatici general use, con un aumento della competitività dello stabilimento e la riduzione del costo di conversione nel complesso.
«Quando si perdono posti di lavoro è un problema ma c'è sempre la possibilità di riassumere quando riparte l’attività produttiva, quando si perde un’attività produttiva il disastro è tale che i lavoratori non vengono più protetti e l’attività difficilmente poi potrà ripartire», ha affermato il ministro Zanonato al termine dell’incontro. «Abbiamo fatto un’ottima operazione», ha aggiunto il ministro ringraziando le parti coinvolte e «l'azienda che ha accettato di trovare un percorso che non porta a vendere gli impianti ma a mantenerli».
«Avere fatto cambiare idea ad una multinazionale salvando centinaia di posti di lavoro è una grande soddisfazione», ha commentato il segretario generale della Uiltec e segretario confederale Uil, Paolo Pirani, sulla permanenza di Bridgestone in Italia, dopo l’accordo siglato oggi con cui si chiude la fase drammatica per lo stabilimento di Bari iniziata il 4 marzo scorso con la dichiarazione di chiusura irrevocabile dello stesso. «Resta ancora molto da fare nei prossimi mesi – ha aggiunto il leader sindacale – ma i 950 lavoratori possono tornare a sperare. Adesso si apre un nuovo percorso sul quale abbiamo voluto scommettere e che vedrà la riorganizzazione dell’azienda, nuovi investimenti e una tipologia di produzione basata su pneumatici general use».
Mise: accordo dopo 7 mesi di trattativa – Dopo 7 mesi dalla dichiarazione della cessazione delle attività, è stato firmato al Ministero dello Sviluppo dal Ministro Flavio Zanonato, dai responsabili di Bridgestone, dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni territoriali l’accordo che consente di mantenere la produzione nello stabilimento di Bari. Una nota del ministero annuncia la riorganizzazione dell’azienda e la produzione a regime di 3,5 milioni di pneumatici che sarà possibile anche attraverso il trasferimento di produzioni attualmente allocate in Asia. I sacrifici richiesti ai lavoratori «saranno compensati da un piano industriale che rafforzerà nel tempo le produzioni e quindi il posto di lavoro», afferma il ministero. Un «importante piano sociale» è previsto per sostenere quanti lasceranno l’azienda.
«Con questo accordo si sono dimostrate due cose importanti – afferma il ministro – Da un lato che è possibile fare industria in Italia richiamando anche produzioni dalla lontana Asia, dall’altro che l’impegno intelligente e la collaborazione tra istituzioni, azienda e sindacati sono carte vincenti per raggiungere risultati apparentemente molto difficili». «Quello di oggi – conclude – è un risultato che fa onore al Paese e al Sud ove le condizioni di svantaggio sono ancora troppo elevate, ma anche a Bridgestone ha voluto seriamente verificare la possibilità di restare a produrre in Italia».
Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it



