I 950 dipendenti della Bridgestone Modugno hanno accettato l'accordo con l'azienda giapponese che prevede una decurtazione delle ore lavorative e dei salari…
Sì dei 950 lavoratori Bridgestone ad una «vittoria amara», che costerà lacrime e sangue. Ma è pur sempre una vittoria, preziosa, in un momento in cui dal mondo del lavoro arrivano solo segnali negativi. Per ora, in realtà, si tratta di un’intesa sindacati-azienda che dovrebbe (usare il condizionale è d’obbligo) essere ratificata da un incontro a Roma, al ministero del Lavoro alla fine del mese.
Questi i termini dell' intesa: una settimana di 5 giorni lavorativi, con turni da sei ore. La multinazionale giapponese ha assicurato che nessuno stipendio scenderà al di sotto dei 1.300 euro e l’azienda del Sol Levante si impegna anche ad intervenire per mantenere questo livello salariale.
È un progetto condiviso che ha visto i lavoratori, nelle assemblee con i sindacati territoriali e le Rsu, concordare in stragrande maggioranza con questa intesa che arriva dopo sette mesi di passione, di braccio di ferro con la casa madre giapponese. Una vertenza che rischiava di finire in una bolla d’acqua e che invece si sta concludendo con il minimo del danno per i lavoratori.
«Sì certo, la consideriamo una vittoria. Possiamo dire che è andata abbastanza bene. Anche se resta qualche piccolo punto da definire. Ma possiamo dire che stavolta, per cambiare, i lavoratori hanno vinto, strappando un buon accordo»: e se lo dice Sebastiano Buono, leader teritoriale della Cisl, un veterano del sindacato, che ha passato una vita lavorando in Bridgestone.
Certo, è una goccia nel mare agitato dell’occupazione. «Una boccata d’ossigeno» la definisce Giuseppe Altamura, segretario territoriale della Cgil.
Tra il 18 e il 19 settembre si svolgerà un incontro sindacati-istituzioni, propedeutico all’incontro al Ministero.
fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it – a cura di Cristiana Cimmino
