Pubblichiamo il comunicato della CGIL Bari che, tramite il segretario Pino Gesmundo, mette in guardia dalla "bomba sociale" che potrebbe derivare dalla chiusura di numerose grandi aziende a Modugno ed in tutta la Puglia…
Comunicato stampa di Pino Gesmundo, segretario CGIL Bari
"Abbiamo la sensazione che stiamo correndo un grande rischio, quello che situazioni come la vertenza Natuzzi, Om Carrelli, Bridgestone e tante altre stiano per esplodere, creando seri problemi di ordine pubblico. Non possiamo più aspettare, dobbiamo agire per salvare questi lavoratori e le loro famiglie che vedono svanire la loro prospettiva di vita. Quindi c’è un duplice problema, non solo il disagio sociale, ma gravi ripercussioni sul territorio.
Quello che sta succedendo ai lavoratori della Natuzzi conferma le nostre preoccupazioni. Il patron dei divani, pur avendo utilizzato molte risorse pubbliche, non ha impiegato quei soldi per produrre occupazione nel territorio barese. Non è possibile avere la testa in puglia e produrre, utilizzando il marchio, nei mercati esteri. Questo tipo di politica non può che essere definita miope e scellerata. Le istituzioni devono assumersi la responsabilità di risolvere questa vertenza, una delle più importanti e che per le sue dimensioni ha bisogno di attento sostegno delle forze politiche tutte.
Altra situazione esplosiva è quella della Om Carrelli Elevatori. Chiediamo che il Ministero della Sviluppo Economico dia seguito al verbale del 20 giugno scorso nel quale ci diede notizia di un’azienda di Perugia interessata alla reindustrializzazione del sito barese. E allora che si giochi a carte scoperte! Chiediamo la massima trasparenza e chiarezza al fine di capire se l’iniziativa è sostenuta da un piano industriale o se ancora una volta si tratta solo di fumo negli occhi.
A pochi metri dall’Om c’è un'altra situazione esplosiva, quella che riguarda l’azienda“forme industriali spa”, specializzata in verniciature e trattamento zincature di materiale metallico. Venerdì prossimo 5 luglio, presidio dei lavoratori davanti lo stabilimento perché l’azienda in assenza di commesse ha firmato un accordo di solidarietà, ma non ne ha mai attinto, impiegando personale esterno proveniente dalle cooperative e sottoponendo i lavoratori ad un impegno straordinario, oltre gli orari di lavoro, senza alcuna retribuzione. Ad oggi oltre due mensilità non sono state pagate e soprattutto non c’è chiarezza da parte dell’azienda nel voler onorare gli impegni".
