"Il Corriere del Mezzogiorno" riporta la notizia che dal 2016 è prevista la produzione di un milione di gomme in meno e organico ridimensionato per la Bridgestone di Modugno. Per Caroli la chiusura è scongiurata…

 

 

 

MODUGNO — Meglio feriti che morti. Potrebbe essere questa la sintesi del tavolo romano che si è tenuto, ieri, a Roma, al Mise (ministero dello Sviluppo economico) sulla vertenza Bridgestone. Si è passati dopo diverse ore di discussione dalla rottura del tavolo, alla firma di un protocollo d’intesa che si discuterà nel merito, a Bari, il prossimo 20 giugno fra le parti.

Si è chiuso così l’ennesimo round della complessa vicenda dello stabilimento alle porte di Modugno di cui era stata minacciata la chiusura. La riunione convocata dal sottosegretario Claudio De Vincenti – che segue il caso fin dal primo giorno – ha visto al tavolo il board europeo della multinazionale nipponica che produce pneumatici, la Regione Puglia con l’assessore al Lavoro, Leo Caroli, le rappresentanze sindacali nazionali e le Rsu.

La riunione era stata convocata per le 12 ed è andata avanti per ore e solo alle sette di ieri sera si è arrivati alla firma del protocollo, con momenti molto duri in cui si è sfiorato il blocco delle trattative. Alcune questioni sono chiare: Bridgestone ha deciso di ridurre la produzione dagli attuali 4,5 milioni ai 3,5 milioni di pneumatici previsti a regime nel 2016. Questo passaggio, per Bridgestone, doveva essere immediato già dal prossimo gennaio 2014.

I sindacati hanno chiesto invece di arrivare al taglio della produzione attraverso un processo graduale che possa consentire di mettere in campo tutti gli ammortizzatori sociali necessari a tutelare i lavoratori (cassa integrazione, contratti di solidarietà).

È certo, che con la riduzione della produzione, non potranno restare invariati gli attuali livelli occupazionali (950 in tutto). Di quante unità, però, la Bridgestone farà a meno, si stabilirà solo nel confronto del prossimo 20 giugno. A meno che fino al 2016 non si riescano a recuperare quote di mercato. In tema di riduzioni dei costi, Bridgestone ha fatto presente anche la necessità di tagliare i costi energetici.

Altro punto riguarda il tipo di produzione.

Bridgestone intendeva mantenere in Puglia la fabbricazione solo di pneumatici di bassa gamma (general use) Firestone e Dayton (marchi di proprietà della multinazionale nipponica), portando la produzione di alta gamma in altri stabilimenti europei.

Ieri, il board europeo ha accettato di mantenere a Bari anche la produzione di 2/300mila coperture a marchio Bridgestone. Infine il capitolo investimenti. Il management europeo della fabbrica ha confermato ieri di voler riconvertire il parco macchine finalizzato alla nuova produzione.

Di conseguenza, la Regione si è impegnata a verificare le condizioni per attivare un contratto di programma, firmando una sorta di protocollo di verifica. Stessa cosa il ministero che potrebbe dare vita ad un contratto di sviluppo. Nelle precedenti riunioni si era fatto cenno ad investimenti pari a 12 milioni di euro per la riconversione delle linee produttive.

Ieri, si è preferito non fare cifre in attesa dell’incontro a Bari di giovedì 20. Soddisfatto l’assessore regionale, Leo Caroli: «Abbiamo compiuto un ulteriore e significativo passo avanti nella risoluzione di questa vertenza con la riconversione dello stabilimento. Se consideriamo il punto da cui eravamo partiti – cioè la chiusura della fabbrica nel 2014 – abbiamo ottenuto dei buoni risultati. La Regione si è dichiarata disponibile a prevedere anche alcune misure di carattere economico a sostegno dell’investimento. Tocca ai sindacati e ai lavoratori l’ultima parola».

I sindacati, con Sebastiano Buono (Femca-Cisl) chiariscono: «Abbiamo evitato la rottura del tavolo e questo è importante. Entreremo nel merito del protocollo d’intesa solo il giorno 20, ma è chiaro che i livelli occupazionali non potranno restare gli stessi di oggi con la riduzione della produzione di un milione di pneumatici.

Abbiamo ottenuto che il processo, però, sia governato gradualmente, nella speranza che il mercato si riprenda e possa cambiare qualcosa. Comunque, affronteremo le questini nel merito il giorno 20».

 

di corrieredelmezzogiorno.corriere.it)