Una gragnola di proiettili di mitraglietta kalashnikov e pistola calibro 9, gente che corre terrorizzata in strada in preda al panico al rumore degli spari, un giovane che si accascia al suolo privo di vita e altri due che moriranno poco dopo in ospedale…
Bari, sparano con mitraglietta
tre giovani uccisi al San Paolo
Una vittima era figlio del boss
aveva giubbotto antiproiettile
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
BARI – Una gragnola di proiettili di mitraglietta kalashnikov e pistola calibro 9, gente che corre terrorizzata in strada in preda al panico al rumore degli spari, un giovane che si accascia al suolo privo di vita e altri due che moriranno poco dopo in ospedale: tutto questo in una domenica che doveva essere di festa al quartiere San Paolo di Bari. La guerra tra clan è riesplosa ferocemente partendo dalle periferie.
Sul marciapiede di via Piemonte è rimasto il cadavere di Vitantonio Fiore, 22 anni, con precedenti penali e figlio di Giuseppe, 49 anni, boss del rione San Pasquale che sta scontando in carcere una condanna definitiva a 25 anni per il duplice omicidio di Michele Cristallo e Salvatore Filograsso, avvenuto a Barletta nell’estate del 1991. Inutile la precauzione della giovane vittima di indossare il giubbotto antiproiettile: il 'kalashinov' usato dagli assassini non ha lasciato scampo. Poco dopo, a breve distanza l’uno dall’altro, sono morte nell’ ospedale San Paolo le altre due persone che erano presumibilmente insieme a Fiore e che erano state raggiunte da numerosi proiettili. Si tratta di Claudio Fanelli, di 31 anni, e di Antonio Romito, di 30, entrambi nomi già nel taccuino delle forze dell’ordine.
Tutta da chiarire la dinamica dell’agguato, scattato mentre la gente in strada si ritirava a casa per il pranzo. Non si sa, ad esempio, se uno o più killer siano arrivati a bordo di una moto o di un’auto. Tra le voci raccolte sulle fattezze dell’ assassino, quella di una persona vestita di scuro che indossava un casco integrale. Fatto sta che hanno fatto fuoco sui tre all’ impazzata: i proiettili di kalashnikov hanno sforacchiato anche la saracinesca di un negozio e la parete di un edificio. Gli agenti della Polizia scientifica – indaga la Squadra Mobile, sul posto sono intervenuti anche i carabinieri – hanno recuperato in strada decine di bossoli.
Gli inquirenti non lo dicono ufficialmente, ma c'è il sospetto che il triplice omicidio possa essere legato ad altri recenti episodi di sangue. Risale al 5 aprile scorso, un mese e mezzo fa, l’uccisione di una figura di spicco della criminalità al quartiere San Pasquale, Giacomo Caracciolese, 32 anni, sorvegliato speciale, ammazzato a pochi passi dalla sua abitazione e dal mercato rionale. I killer, a bordo di una moto, spararono otto colpi di pistola calibro 9, cinque dei quali alle spalle mentre Caracciolese tentava inutilmente di fuggire; mortali risultarono due proiettili che lo raggiunsero alla testa.
Mentre gli investigatori cercano tracce e testimoni per risalire ai killer, il sindaco di Bari, Michele Emiliano – che 10 anni fa fece arrestare e poi condannare il papà di Vitantonio Fiore – lancia l’allarme-sicurezza invitando il ministro dell’interno, Angelino Alfano, a "convocare immediatamente a Bari un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica". Una riunione necessaria, secondo Emiliano, per discutere "non solo della strage di Bari, ma del riaccendersi in tutta Italia del ruolo mortale delle mafie".

