Il messaggio uscito dall'incontro organizzato da Rinascita per Modugno alcuni giorni fa è forte e chiaro: la situazione della Zona industriale di Bari-Modugno non è così nera come si pensa, ma è necessario un accordo di programma tra tutte le parti in causa per poter crescere e affrontare le sfide dei prossimi anni. Anche quelle dei finanziamenti…

 

 

 

Il messaggio è forte e chiaro: la situazione della Zona industriale di Bari-Modugno non è così nera come si pensa, ma è necessario un accordo di programma tra tutte le parti in causa per poter crescere e affrontare le sfide dei prossimi anni. Anche quelle dei finanziamenti.
 
Già, perché parlare di finanziamento alle imprese vuol dire entrare in un mondo pieno zeppo di tante variabili. Difficoltà gestionali, di accesso al credito, del rapporto con gli stakeholders, dei bilanci da far quadrare tra esportazioni, fatturati e costi vari, ma anche di prospettive e scenari futuri e degli incentivi, regionali e comunitari, da sfruttare al meglio. 
 
Un qualcosa di complesso di cui si è parlato l’altra sera a Modugno nell’incontro tematico (“Una nuova visione di sviluppo – I finanziamenti alle imprese”) organizzato dall’associazione “Rinascita per Modugno”, in cui a prendere la parola sono stati illustri esponenti del settore. E, inevitabilmente, si è anche analizzata la situazione della Zona industriale della nostra città che presenta, ha ricordato Antonio Stragapede, presidente dell’associazione e candidato sindaco alle amministrative del prossimo anno, “un numero importante di aziende che ha lasciato i capannoni perché ha preferito delocalizzare in Albania, Romania e altri Paesi dell’est Europa per una tassazione più agevole, come la Flat tax, rendendo più povero il territorio. Anche per questo è importante che l’Area di sviluppo industriale (Asi) faccia una mappatura dei capannoni da recuperare”. Ed è tornato poi sulla necessità di realizzare una vera e propria Agenzia di sviluppo, un attrattore di finanziamenti per nuove e vecchie imprese. E che Modugno rivendichi la presidenza proprio del consorzio Asi.
 
Un quadro dettagliato locale e di quella regionale lo ha fatto Federico Pirro, docente di Storia dell’economia all’Università di Bari, secondo cui “i dati Istat dicono che non siamo davanti a un deserto industriale, in quanto nell'agglomerato Bari-Modugno esiste uno degli apparati più forti della dorsale adriatica che va da Lecce a Trieste con fatturati e ottimi numeri in crescita, tanto che il Prodotto interno lordo della Città metropolitana è il 15esimo come Provincia d’Italia. I capannoni vuoti? La maggior parte è di aziende fallite e inserite in procedure fallimentari non concluse. Le Zone economiche speciali (Zes)? Non vanno mitizzate, e avranno un percorso che non sarà un’autostrada ma una strada di montagna”. 
 
E proprio sulle Zes (in Puglia ne saranno attivate due: quella adriatica e quella ionica) anche Salvatore Liso, neo esponente del Consiglio di amministrazione dell’Asi in rappresentanza della Camera di commercio di Bari, si è detto perplesso, perché tra i Comuni c’è abbastanza confusione per attivare le procedure. 
Parlare di imprese, però, significa anche non dimenticare le Start up – la voce è quella di Giuseppe Paolicelli di “Augumentum” – una realtà che da più di qualche anno si sta affacciando in Puglia e non solo, e che perciò meritano aiuto e supporto affinché possano reggere il confronto con il mercato. 
 
Un altro aspetto importante è il credito di garanzia e il confronto con le banche, su cui si è soffermato Nicola Didonna di “Fidit-Cooperativa di garanzia Fidi”, azienda che, visto l’evolversi dei tempi e della tematica specifica, ha imparato a essere in prima linea per quanto concerne il livello di gestione delle imprese. Didonna, inoltre, ha evidenziato che “dal 2006-2007 bisogna tenere conto anche di una serie di problemi come il passaggio generazionale e il sistema bancario”.
 
Analisi dura e cruda del mondo imprenditoriale a 360 gradi è arrivata anche da Giovanni Schiavone (“Coface Sa – Assicurazioni sul credito alle esportazioni”), che ha illustrato come sia cambiato il mondo dell'assicurazione crediti, con banche bloccate dalle linee guida e sistemi di spersonalizzazione, e come le menti pensanti vengano depresse e per avere determinati risultati devono lottare parecchio.
L'incontro, dunque, è stato molto utile ai numerosi partecipanti, fra cui imprenditori, professionisti, artigiani e commercianti per conoscere i temi di finanza agevolata, delle opportunità di finanziamenti regionali, nazionali e comunitarie in corso.