Nel Consiglio Comunale del 21 dicembre è stata adottata con i voti della maggioranza la variante urbanistica che disciplina con una norma chiara e certa le future attività edilizie nelle zone B1, B2 e B3, in quelle aree della città, cioè , caratterizzate dal maggior affollamento edilizio…
Nel Consiglio Comunale del 21 dicembre è stata adottata con i voti della maggioranza la variante urbanistica che disciplina con una norma chiara e certa le future attività edilizie nelle zone B1, B2 e B3, in quelle aree della città, cioè, caratterizzate dal maggior affollamento edilizio.
Per il Sindaco Magrone si tratta “di un approdo importantissimo di una vicenda che risale al 2014 quando la mia amministrazione è stata fatta cadere proprio per impedirle di riportare a legalità il Piano Regolatore cittadino dopo anni di applicazione di norme illegittime, di arbitrio e di vera assenza democrazia che hanno peggiorato la vivibilità del paese. Nel 2015 siamo stati rieletti per riprendere proprio da lì e risanare il sistema urbanistico modugnese. La maggioranza in Consiglio Comunale ha permesso di acquisire un risultato fondamentale in questa direzione. Oggi possiamo dire l'esatto contrario della propaganda del panico e del blocco dell'economia cittadina: recuperiamo un paese moribondo e lo avviamo a guarigione. L'urbanistica cittadina si apre finalmente a scenari sostenibili e vitali”.
La variante adottata dal Consiglio Comunale consiste nella riscrittura l'art. 4 (Titolo II) delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore, nell'ottica di preservare quel che resta del tessuto storico e dell'identità urbana di modugno e di porre particolare attenzione ai temi della città sostenibile.
Nelle zone B non sarà più consentita la demolizione indiscriminata degli edifici storici esistenti che, sempre nel passato, è stata praticata, utilizzando regole illegittime, per fare posto ad anonimi palazzoni di 5 e più piani che hanno imbruttito il paese compromettendone sicurezza e qualità della vita. Una prassi affermatasi grazie alla abusata formula dei suoli “resi liberi dalla demolizione di edifici esistenti”. Una formula che i professionisti esterni all'amministrazione comunale, Ing. Sergio Selicato e Ing. Giuseppe Rotondo, incaricati dal Comune di Modugno del lavoro di riscrittura dell'art. 4, hanno eliminato per la ragione che “tanti guasti ha prodotto nel passato”, scrivono nella relazione tecnica illustrativa della nuova norma, aggiungendo in proposito: “una vera e propria anomalia che non ha riscontro in altri contesti”. A Modugno, scrivono ancora gli stessi tecnici, “Gli interventi di trasformazione hanno avuto anche pesanti ripercussioni sul carico urbanistico, il cui peso è fortemente aumentato, con conseguente incremento del fabbisogno di posti auto oltre che dei flussi di traffico in strade strette e poco adatte a tal fine. Le maggiori densità insediative che si sono concentrate nelle zone di completamento (B1, B2, B3) hanno certamente appesantito la mobilità urbana, affidata quasi interamente all'uso di autoveicoli privati che transitano con difficoltà all'interno di una maglia stradale di ridotte dimensioni. Le strade sono state sottratte così alla fruibilità dei pedoni, ribaltando così le odierne concezioni, ampiamente condivise e ovunque auspicate, che mirano a privilegiare l'uso pedonale dello spazio pubblico”.
L'intera relazione è disponibile a questo link: https://drive.google.com/file/d/1udWrw5X2vuIa7CXV5hD5dMyLyb1tzmoH/view .
COMUNICATO SEGRETERIA SINDACO MAGRONE
