Da un minimo di 450 a un massimo di 850 esuberi entro cinque anni: questo è lo tsunami lavorativo che il Dieselgate potrebbe portare sullo stabilimento Bosch di Bari-Modugno…
Di seguito stralcio dell'articolo di Antonello Cassano da http://bari.repubblica.it:
Da un minimo di 450 a un massimo di 850 esuberi entro cinque anni. Lo stabilimento Bosch di Bari traballa vistosamente. L'onda lunga del Dieselgate, lo scandalo sulle emissioni dei motori diesel scoppiato nel 2015, sta per abbattersi anche sull'azienda-gioiello della zona industriale. A disegnare scenari infausti sono gli stessi responsabili baresi della multinazionale, che nel corso di un incontro nella sede di Confindustria hanno illustrato ai sindacati le prospettive di mercato e fatto intendere chiaramente che da ora in poi tutti dovranno allacciare le cinture.
La motivazione è chiara: lo stabilimento barese produce principalmente componenti per motori diesel, che sono in crisi profonda dal momento in cui sono state scoperte le centraline della Wolkswagen sulle sue vetture per falsificare i risultati sulle emissioni. Nel corso dell'incontro l'azienda ha presentato una slide in cui ha descritto la previsione quinquennale dell'andamento di mercato da qui al 2022. Se la situazione andasse avanti così come oggi, cioè molto male, Bosch sarebbe costretta a presentare esuberi per 850 dipendenti. Si tratta del 40 per cento del totale degli attuali 1890 dipendenti presenti nella fabbrica barese.
Un secondo scenario, meno negativo ma altrettanto preoccupante, prevede invece l'arrivo di nuove produzioni nello stabilimento barese e il contenimento di esuberi a quota 450 unità. Al termine dell'incontro la stessa azienda ha rilasciato un comunicato stampa in cui spiega la situazione di difficoltà in cui si trova: "Il mercato automotive – scrivono i rappresentanti del gruppo tedesco – sta attraversando una trasformazione epocale" causata dalla crescita dei motori elettrici e ibridi che ha come conseguenza una "rapida e imprevedibile riduzione delle quote di mercato dei motori tradizionali, in particolare diesel".
A ciò si aggiunge la messa al bando dal 2025 delle auto diesel voluta da molte autorità nazionali: lo scenario peggiore per Bosch Bari, che produce pompe per il settore diesel e che "si troverà a far fronte a un rapido e costante calo dei volumi produttivi". Vittima principale del crollo sarà il prodotto di riferimento dello stabilimento barese, la pompa ad alta pressione Cp1h, "le cui previsioni di vendita a partire dal 2019 sono in significativo decremento". A questo punto l'azienda parla di nuovi investimenti per diversificare la produzione con componenti elettrici e a benzina (un primo prodotto a benzina è in dirittura d'arrivo, ma occuperà appena 50 dipendenti).
Alcune novità dovrebbero essere presentate nell' incontro del 20 giugno prossimo.
