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Per mancata tutela della salute, in 4 mesi nel barese controllate 220 imprese: erano ben 160 le aziende irregolari, con lavoratori in nero. Gli uomini del Nil hanno sospeso amministrativamente in via cautelare, per lavoro sommerso, 30 aziende, tra cui alcune a Modugno…

 

Lavoro irregolare in due aziende su tre. I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Bari hanno controllato in quattro mesi (da aprile a luglio scorsi) 860 lavoratori occupati in 220 aziende di vari settori, dall’edilizia alla metalmeccanica, al commercio, all’agricoltura e al terziario (settore in cui si producono o forniscono servizi alle imprese e alle industrie) nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani.

I dati emersi sono impietosi e allarmanti. Ben 160 aziende sono risultate irregolari, una completamente sconosciuta alla pubblica amministrazione. Non basta. La posizione di 320 lavoratori tra quelli interrogati dai militari è risultata viziata da irregolarità, ben 100 sono risultati assunti in nero.

Le aziende sono state sanzionate per 1,2 milioni di euro complessivi per violazioni relative alla gestione dei rapporti di lavoro con i dipendenti e per violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In campo edile sono stati denunciati dieci professionisti per violazione delle norme sul coordinamento e la vigilanza sui cantieri.

I contributi previdenziali ed i premi assicurativi recuperati in seguito alla individuazione delle irregolarità ammontano a un milione e 150mila euro. Gli uomini del Nil, inoltre hanno sospeso amministrativamente in via cautelare, per lavoro sommerso, 30 aziende operanti nei quartieri di Santo Spirito, San Paolo e Japigia a Bari, nei comuni di Andria, Barletta, Trani, Monopoli, Mola di Bari, Locorotondo, Alberobello, Putignano, Gioia del Colle, Triggiano, Capurso, Bitritto, Cellamare, Modugno, Grumo Appula, Molfetta, Terlizzi, Cassano Murge, Santeramo in Colle, Altamura, Gravina in Puglia, Canosa di Puglia e Minervino Murge.

I militari hanno inoltre controllato a campione alcune farmacie, scoprendo che anche in questo
particolare settore il ricorso al lavoro sommerso è pratica diffusa. Nei confronti di una sola di queste farmacie però è stato adottato il provvedimento di sospensione cautelare dell’attività in quanto rilevata la presenza di un commesso «assunto in nero».

Durante i quattro mesi di ispezioni sono state rilevate e contestate ai datori di lavoro numerose violazioni alle norme contenute, in materia di prevenzione degli infortuni, nel Testo unico per la Salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Lungo l’elenco degli inadempimenti rilevati, ad esempio
negli allestimenti dei ponteggi di cantiere, l’omessa valutazione dei rischi aziendali, l’omessa informazione e formazione del personale dipendente sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro, l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale e omissioni in materia di sorveglianza sanitaria con riguardo ai rischi derivanti dall’attività aziendale.

Nel settore dell’edilizia, le violazioni maggiormente contestate hanno riguardato i rischi e i pericoli
derivanti dalle lavorazioni in quota (pericolo di caduta dall’alto), dall’assenza di protezioni nelle aperture verso il vuoto, dal difforme montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi metallici nonché da elettrocuzione conseguente al contatto con parti elettriche attive (assenza dei quadri elettrici e difformità di impianti).

Nel settore dell’edilizia sono stati denunciati in stato di libertà anche 10 tra geometri, architetti ed ingegneri, incaricati dai vari committenti quali coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione e esecuzione, ai quali sono state contestate numerose violazioni per inosservanza delle norme che regolano il coordinamento e la vigilanza sui cantieri.

Per analoghe motivazioni sono stati denunciati anche alcuni committenti e responsabili dei lavori. Sono state contestate complessivamente 500 violazioni e comminate ammende per un totale di 970mila euro, con riferimento alle norme di tutela della salute e della sicurezza sui cantieri.

(a cura di L.Nat.
da "La Gazzetta del Mezzogiorno" di venerdì 28 settembre 2012)


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