Tornano a chiedere giustizia i genitori di Giuseppe Lacalamita, ucciso nel settembre 2002 alla periferia di Modugno nel corso di una rapina. Da allora nessun colpevole. Gli anziani genitori si dicono disperati come allora ed abbandonati dalle istituzioni…

"Dov'è la giustizia?" si chiede l' ormai ottantenne Gaspare Lacalamita, padre di Giuseppe, in un' intervista rilasciata a Leo Maggio per La Gazzetta del Mezzogiorno.

"Gli assassini di mio figlio sono ancora liberi. Lo hanno ucciso due volte", così prosegue l' anziano uomo, e lui fanno eco Eugenia Carone e Nicola Lacalamita, madre e fratello di Giuseppe. Si sentono traditi, abbandonati dalle istituzioni e continuano a chiedere giustizia per il giovane modugnese, ucciso barbaramente nel 2002 durante una rapina alla perifieria della città.

Giuseppe era in auto con la fidanzata e per proteggerla è stato colpito da un colpo di pistola alla nuca.

Il processo di primo grado per tre imputati si era concluso con la condanna a 23 anni per uno e a 12 per gli altri due; in appello, invece, la decisione veniva ribaltata, assolvendo i tre imputati per non aver commesso il fatto. Successivamente è arrivata la sentenza di assoluzione definitiva per i tre, che sono stati espulsi in quanto di origine albanese e clandestinamente in Italia.

Stamattina il padre Gaspare ha posto in atto un sit-in per ricordare la "mancata giustizia" per Giuseppe e questa sera alle 18.30 si terrà una messa in ricordo, nella Chiesa dei SS Apostoli. Per il padre Gaspare sarebbe bello se alla funzione religiosa partecipasse anche il commissario Ruffo, "per far sentire la presenza delle autorità che ci hanno lasciato soli".

Inoltre per ricordare Giuseppe Lacalamita, i volontati dell' associazione 70zero26 hanno chiesto di intitolare alla vittima uno spazio cittadino nei pressi del luogo del delitto o nei pressi della casa paterna, con la realizzazione di una lapide alla memoria.