Durante i lavori per il raddoppio della linea ferroviaria Bari Taranto, alle porte di Modugno, sono state trovate importanti costruzioni rupestri, la Soprintendenza per i beni culturali e archeologici della Puglia ha bloccato i lavori…

 
 

 
Nel corso dei lavori per il raddoppio della linea ferroviaria Bari Taranto, alle porte di Modugno, sono state trovate importanti costruzioni rupestri, molte delle quali sono state già spazzate via durante gli scavi del cantiere. Per evitare un nuovo scempio paesaggistico, la Soprintendenza per i beni culturali e archeologici della Puglia ha bloccato i lavori. L’ennesimo stop per l’opera faraonica da 220 milioni di euro che aspetta di essere realizzata dal 2002. Si tratta di una delle più importanti infrastrutture d’Italia: i lavori rientrano nel più ampio progetto del nodo di Bari e dovrebbero essere completati entro il 2015.
                
Il progetto prevede la costruzione di 10,5 chilometri di nuova tratta a doppio binario che collega Bari a Sant'Andrea Bitetto. Saranno inoltre realizzate gallerie artificiali, un viadotto di circa 320 metri e due nuove fermate a Modugno e al Villaggio dei Lavoratori nel rione Stanic. Ora però tutto si è fermato. 
 
C’è un ipogeo in particolare che, secondo il presidente di Archeoclub di Bari, Antonino Greco, merita di essere salvaguardato. «C’è stata una sottovalutazione del problema – attacca Greco – bisogna intervenire con la tutela di questi beni, rendendoli fruibili e visitabili, non spazzandoli via».
 
Stando ai sopralluoghi eseguiti da archeologi e ingegneri, basterebbe spostare l’asse della ferrovia di appena dieci metri per tutelare gli insediamenti archeologici e nello stesso tempo consentire la ripresa del cantiere. La parola spetta ora alla Soprintendenza che dovrà valutare assieme alle Ferrovie i prossimi interventi.
 
fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it