Per tutelare la salute pubblica e, insieme, per recuperare alla fruizione della comunità un bene storico, il sindaco Magrone, ha avviato l’iter per la messa in sicurezza di un edificio che, nel centro storico, è ancorato, per motivi di staticità, a una piccola chiesa del Trecento, la Chiesa di Sant’Antonio…

 

Tutela incolumità pubblica e recupero di un bene storico: il Sindaco di Modugno avvia l’iter di rimozione del ‘bubbone’ del centro storico
 

Per tutelare la salute pubblica e, insieme, per recuperare alla fruizione della comunità un bene storico, il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, ha avviato l’iter per la messa in sicurezza di un edificio che, nel centro storico, è ancorato, per motivi di staticità, a una piccola chiesa del Trecento, la Chiesa di Sant’Antonio. La vicenda è uno dei “pastrocchi” edili e urbanistici trascurati da decenni dalle amministrazioni che si sono succedute a Modugno. Sono infatti ben 14 anni che la chiesetta del XIV secolo, tramite un telaio di sostegno realizzato con tubi da impalcature, sorregge un palazzo di due piani che la fronteggia e che è ritenuto a rischio crollo.

La situazione è da decenni ben nota anche per le segnalazioni fatte negli anni passati da alcuni cittadini del centro storico ma non ci sono mai stati interventi decisivi. Così, Magrone – insieme con tecnici, vigili urbani e amministratori comunali – ha disposto e partecipato egli stesso ad un primo sopralluogo, innanzitutto perché i tecnici accertino e valutino i rischi per la incolumità pubblica. Il puntellamento in atto, infatti, nonostante sia servito fino ad ora ad evitare il cedimento del palazzo, potrebbe risultare tuttavia insufficiente a prevenire il distacco e la caduta di calcinacci. La delegazione che ha compiuto il sopralluogo ha anche incontrato i possessori dell’immobile puntellato. “Abbiamo accertato – ha detto Magrone – che occorre un intervento di urgenza: abbiamo già tentato e ancora per qualche giorno insisteremo con i proprietari perché mettano in sicurezza l’edificio. Altrimenti, sarà indispensabile che il Comune trovi il denaro necessario per un’azione di consolidamento strutturale della quale poi presenterà il conto ai possessori dell’immobile”.

Il rischio di crollo del palazzo, e di danni a persone e a cose (la chiesetta di fronte, in primis), risultò evidente nel 2000, quando alcuni lavori di riqualificazione del centro storico ne rivelarono lo stato di pericolosità, per cui si rese necessaria una estemporanea misura di ‘messa in sicurezza’ tramite puntellamento. Ma a quello che doveva essere un provvedimento a carattere provvisorio, teso a scongiurare i pericoli più immediati, non è mai seguita, in tredici anni, una soluzione definitiva.

Di non secondaria importanza, per sindaco e assessori, inoltre, è l’obiettivo di liberare la Chiesa di S. Antonio dal peso e dalla minaccia attuale. La chiesa, costruita nel 1376, è in stile bizantino ed è contraddistinta da un piccolo campanile a vela del Seicento.

fonte: magronesindaco.it