Modugno: nasce un parco dove sorgeva il “Bubbone” del Q.re Cecilia

E’ nato il Parco Agorà, lì dove sorgeva il famigerato “Bubbone” nel Quartiere Cecilia, in attesa del completamento della restante parte dei lavori previsti.

L’intervento è stato eseguito grazie alla volontà espressa dal Sindaco di Modugno Nicola Magrone all’indomani della demolizione (conclusa nel novembre 2019) del fabbricato di sei piani, abusivo e fatiscente, che per cinquan’tanni aveva sottratto ai residenti del quartiere Cecilia aria, luce e vitale spazio pubblico. Il Sindaco e l’Amministrazione comunale tutta, avevano infatti deciso che, nelle more dell’espletamento della gara e dell’affidamento dei lavori per la realizzazione del Parco della Legalità prevista a seguito della demolizione, si procedesse a interventi finalizzati a restituire in anticipo alla collettività l’area dove sorgeva il ‘Bubbone’ mediante l’attuazione di opere temporanee volte a rendere immediatamente fruibile il sito, anche ai fini della ripresa, al termine dell’emergenza sanitaria da Covid-19, di regolamentate attività sociali, di sosta e ludiche. E ciò anche per ridurre i disagi dei residenti connessi alla limitazione delle zone a parcheggio e al transito pedonale sul perimetro dell’area. Disagi provocati dalla recinzione di cantiere che oggi è stata sostituita con una recinzione più leggera, a esatta delimitazione del futuro Parco della Legalità, che ha liberato definitivamente le sedi stradali ed ha permesso di ricavare 25 posti auto.

In attesa del Parco della Legalità, dunque, tra le vie Ancona, Pordenone e Canne della Battaglia, è nato il parco “Agorà”. Come da progetto – concepito dal team dei progettisti appaltatori Ing. Giuseppe Cataldo e Arch. Nicola Sacco, seguito dal Responsabile del Servizio comunale Lavori Pubblici, Franco Bruno – l’area centrale del Parco Agorà, oggi allestita con panchine destinate alla sosta e una pavimentazione ludica transitoria, ha visto la messa a dimora, in maniera temporanea, di alberi che concorreranno alle sistemazioni a verde definitive del Parco della Legalità da realizzare. La piazza, nel suo allestimento temporaneo, si configura come un “incubatore” degli alberi del progetto definitivo. Questa operazione permette di curare la messa a dimora degli alberi con il vantaggio che gli stessi potranno crescere, nel periodo che intercorre dall’allestimento temporaneo a quello definitivo, garantendo altresì attecchimento e riambientamento delle specie di progetto. La piazza interna è perimetrata da una fascia di arbusti aromatici mediterranei (Rosmarino prostrato, Timo Capitato, Elicrisio e Ginestra) ideali per ricreare una giardino sensoriale olfattivo. Tutte le essenze saranno reinserite nel progetto definitivo del Parco della Legalità.

Tutte le opere di fruizione “temporanea” dell’area ripropongono con forme semplificate, quella che sarà la configurazione finale di progetto e ne anticipa la suddivisione in aree verdi e aree pedonali destinate alla socializzazione e ai rapporti di comunità.

Le “zolle verdi”, che nella sistemazione finale saranno le aree verdi sopraelevate rispetto alla quota stradale, nel parco temporaneo sono state pensate per sperimentare un “Orto Urbano di Comunità”. Le aree degli orti sono state predisposte su uno strato di terreno fertile e suddivise in fasce parallele, a comporre un disegno alternato di terreno coltivabile e sentieri calpestabili. Istituti scolastici e/o associazioni potranno essere coinvolte per promuovere forme di adozione e utilizzo degli orti urbani, sia per scopi didattici sia per finalità legate all’educazione all’alimentazione e, ancor più, alla cura degli spazi pubblici.

Nell’aiuola che costeggia via Canne della Battaglia, sono inseriti tre episodi di riproduzioni di “giochi da strada”, la Campana, il Labirinto ed il Tappeto di colori, per stimolare i bambini alle attività e alla pratica dei giochi che una volta si svolgevano per strada. Gli schemi grafici sono solo delle “matrici” su cui i bambini potranno ampliare liberamente la propria creatività. Attraverso l’utilizzo di biglie, macchinine e tappi, si spera di recuperare e incentivare il “gioco all’aria aperta” come momento propedeutico per sviluppare socialità e condivisione delle regole.

A supporto delle attività dell’Orto di Comunità sono stati predisposti dei sistemi molto semplici per la captazione e lo stoccaggio dell’acqua piovana che, all’occorrenza, potranno essere riforniti con acqua per l’irrigazione.

Tutta l’area è recintata con un cancello per regolamentare gli accessi e proteggere gli orti dalle attività dei marciapiedi.

L’Assessore ai Lavori Pubblici Antonio Armenise: “Abbiamo posto le condizioni per stimolare, al termine dell’emergenza sanitaria, una risposta dei cittadini attraverso la riattivazione degli spazi restituiti. Le attività dell’orto e della piazza temporanea potranno concorrere alla valorizzazione del tessuto urbano promuovendo una partecipazione attiva degli abitanti alla vita di quartiere. Pratichiamo in pieno il rammendo urbano come strumento per la riqualificazione del tessuto fisico e sociale di questa parte della città risarcendola di interminabili decenni di totale mancanza di rispetto e di attenzione da parte delle istituzioni”.