Coronavirus: a Modugno salgono i contagi, ora sono oltre 10

Devo purtroppo comunicarvi che la situazione del contagio nel nostro territorio vede qualche ulteriore caso che ha portato Modugno, nel Bollettino epidemiologico della Regione Puglia, dalla fascia dei Comuni tra i 6 e i 10 casi, a quella successiva tra 11 e 20. E’ falso, come alcuni – per creare allarme – sostengono, che questo significhi che a Modugno ci sono 20 casi: significa invece che ai casi che avevamo sino a ieri se n’è aggiunto qualche altro che ci ha fatto superare i dieci casi – si legge nel Comunicato del Sindaco di Modugno, Nicola Magrone.

D’altro canto, la situazione è peggiorata in tutta la Puglia, con 1549 casi totali, e nei territori tutt’attorno a noi, territori che soffrono violentemente la diffusione della malattia con molti contagiati e molti ricoveri. Come ho già detto più volte, a me – come a tutti gli altri sindaci della Puglia – non è possibile fornire alla Comunità cittadina dati precisi su quante persone contagiate siano ricoverate, quante in situazioni gravi, quante quelle che – pur essendo contagiate – restano nelle loro case perché affette da sintomi lievi. Questi numeri a tutti i sindaci non vengono forniti dagli organi competenti: ne ho parlato più volte, non voglio ripetermi stasera, ne parleremo di nuovo in un altro momento. Chi voglia conoscere cause e motivazioni di queste imprecisioni nei dati può, per favore, rileggersi qualcuno dei miei post di ieri sullo stesso tema.
Nonostante tutto questo, bisogna precisare che a Modugno la situazione è sostanzialmente stabile e sotto controllo (dei contagiati per i quali è noto che sono stati ricoverati nessuno risulta essere, per ora, in cattive condizioni e delle 7/8 persone in isolamento nelle loro abitazioni tutti sono arrivati in buona salute al termine del loro periodo di isolamento, che scadrà per tutti entro due-tre giorni).

Un’altra comunicazione importante che volevo fare riguarda i 400 milioni di euro stanziati dal Governo per i Comuni in modo che facciano fronte all’emergenza legata al fabbisogno alimentare di famiglie che non ricevono già contributi pubblici, per esempio quelle che non ricevono il reddito di cittadinanza o altre forme di sussidio pubblico. A Modugno toccheranno poco meno di 311.000 euro. Al riguardo, voglio rassicurare che l’amministrazione, alla stregua degli altri Comuni, è già da ieri al lavoro per mettere a punto le forme migliori per distribuire questo denaro alle famiglie: certamente, entro domani, con l’aiuto dell’assessore alle finanze e al bilancio, Dino Banchino, potremo essere più precisi.

Vorrei fare ancora un’ultima notazione: queste mie comunicazioni avvengono in genere in tarda serata perché il mio intento è di utilizzare questo strumento per dare un’informazione il più possibile compiuta sulle questioni importanti riguardanti la malattia. Del resto, avviene a me di fare tardi, come avviene in generale anche a tutti gli altri sindaci che comunicano quotidianamente con le loro comunità. Si fa tardi perché tutta la giornata siamo impegnati sul campo per promuovere attività che allevino i disagi dei cittadini dovuti a questo virus devastante e a questa reclusione forzata, per alleggerire tutti i disagi: dal disagio sociale a quello psicologico a quello fisico. Anche per questo non mi presento a voi col mio faccione deformato da un telefonino, e può darsi che non lo vedrete per tutto il tempo che durerà questa situazione: perché preferisco scrivervi e invitarvi alla riflessione, dopo aver raccolto più informazioni possibile. Di persone che raccontano che cos’è il virus, in generale, o raccontano luoghi comuni, o intrattengono in tono serioso e, a volte, falso giocoso ce ne sono sin troppe in tv, senza bisogno che si aggiungano anche quelle su facebook animate dalla gran voglia di farsi vedere. Desiderio tuttavia assolutamente legittimo, e da soddisfare, se non se ne può fare a meno.
Io sono qua, al mio posto di lavoro, 14 ore al giorno e più, in uffici comunali oggi semideserti per rispettare le regole che impongono di tenere più gente a casa possibile (anche quindi i dipendenti del Comune). Chiunque sa dove trovarmi e a quale numero di telefono cercare, per qualsiasi necessità, sia me sia gli assessori sia i responsabili di settori chiave in questo momento come i Servizi sociali. Questo è un momento di dolore e di lavoro: parlare guardando un telefonino o una videocamera l’abbiamo fatto in tempi non sospetti, siamo stati antesignani e, spero, torneremo a farlo quando si tratterà di parlare di questioni sì pesanti ma sulle quali si può discutere e anche litigare, quando si tratterà di discutere quale modello di città vogliamo, quale vita preferiamo che i nostri figli e nipoti abbiano a Modugno, se debbano avere ormai sempre più aria e verde o, come era prima ma ancora oggi molti miei avversari ritengono, più cemento. Allora, quando torneremo a parlare di queste cose – se ci sarà dato – allora certo che lo vedrete il mio faccione, da un telefonino, da un pc, in tv e, meglio ancora, dal Sedile per un comizio. Oggi, non è questione di questo, non ho da fare il conduttore televisivo: oggi è questione di solitudine e di povertà, di malattie e di sofferenze senza affetti e carezze, di vita e di morte.

E’ proprio per tutto questo che, ancora una volta, vi invito a non abbassare la guardia ora. Ci dicono che queste giornate, e le prossime, sono le più decisive nella lotta al virus. E possiamo vincere solo se restiamo dentro casa, tutti, il più possibile, tranne chi è costretto ad andare al lavoro.
A Modugno, i numeri ci stanno dando ragione, e possiamo vincere. Gli imbecilli che vanno a bersi la birra a gruppetti di due-tre restano imbecilli: spero vivamente che le pattuglie dei nostri vigili e dei carabinieri, al lavoro incessantemente, li becchino e facciano loro multe salatissime. Ma noi restiamo a casa, facciamo la spesa a domicilio, per i medicinali usiamo le forme di aiuto che il Comune ha messo in piedi.
Non ci possiamo arrendere ora alla stanchezza dei figli, dei genitori anziani, che non ce la fanno più a stare dentro casa. I sacrifici fatti sinora non devono essere resi vani. Per noi e per tutti gli altri la catena della diffusione del contagio DEVE ESSERE SPEZZATA.
RESTA A CASA E AIUTA L’ITALIA.