L'assemblea dei soci del Consorzio per l'Area Industriale Bari-Modugno all'unanimità dei presenti invita il CdA a non procedere alla stipula del contratto di cessione definitiva del suolo con la Newo SpA, rinviando ogni ulteriore decisione agli esiti delle pronunce sia giudiziarie – visti i ricorsi al Tar e al Capo dello Stato – che amministrative...
“L'assemblea dei soci del Consorzio per l'Area Industriale Bari-Modugno all'unanimità dei presenti invita il CdA a non procedere alla stipula del contratto di cessione definitiva del suolo con la Newo SpA, rinviando ogni ulteriore decisione agli esiti delle pronunce sia giudiziarie – visti i ricorsi al Tar e al Capo dello Stato – che amministrative.”
Recita così l'esito della delibera dell'assemblea dei soci Asi chiamata oggi ad esprimersi sulla cessione definitiva del suolo dell'area industriale di Bari, al confine con Modugno, alla società che vorrebbe costruire l'inceneritore di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.
“È il giusto risultato – commenta il Sindaco di Modugno Nicola Magrone – che ci attendevamo oggi dall'Asi, considerata la grande preoccupazione della società civile e della popolazione dei comuni interessati dal progetto dell'inceneritore. Una preoccupazione che ci ha indotti a chiedere con ricorsi al Tar l'annullamento delle autorizzazioni regionali date all'insediamento Newo. L'Asi ha condiviso la nostra posizione con la quale abbiamo sempre sostenuto che fosse necessario aspettare i pronunciamenti del Tar prima di ogni altra valutazione sulla cessione del suolo alla Newo.”
In vista dell'assemblea di oggi, l'amministrazione comunale di Modugno aveva ribadito il suo secco no all'inceneritore preannunciando il voto contrario alla cessione del suolo in coerenza con i numerosi ricorsi avanzati dinanzi al Tar dal Comune stesso, dai comuni dell'Aro Ba2 e dal Comune di Bari, e dinanzi al Capo dello Stato dal Comune di Bitonto con comitati ambientalisti.
Il Comune di Modugno, consorziato nell'Asi, era rappresentato oggi in assemblea dall'assessore alle attività produttive Danilo Sciannimanico, delegato dal Sindaco Magrone.
Sulla contrarietà alla cessione del suolo, col Comune di Modugno hanno votato all'unanimità i Comuni di Bari e Bitonto, e la Città Metropolitana di Bari.
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La partita contro l'inceneritore si è spostata nei mesi scorsi in sede Asi, dapprima nel CdA, nel quale siede Magrone, per arrivare oggi nell'assemblea dei soci. Nel 2016 infatti l'Asi stipulò con Newo un contratto preliminare di compravendita su un sito dell'area industriale. All'indomani della concessione dell'Aia da parte della Regione Puglia (inizio 2018), la Newo ha chiesto all'Asi di procedere con la cessione definitiva del sito. Il CdA ha sempre accolto la posizione del Comune di Modugno sulla non opportunità della cessione definitiva del suolo. Ma tra maggio e settembre 2018 la Newo ha diffidato per due volte l'Asi a procedere con la cessione definitiva. La posizione del Comune di Modugno è rimasta tuttavia sempre la stessa, in difesa dell'ambiente e contro ogni possibilità che spiani la strada all'insediamento Newo. L'Asi ha perciò deciso di investire della questione l'assemblea dei soci che oggi ha deliberato il rinvio di ogni decisione agli esiti delle controversie giudiziarie.
Tra i motivi dei ricorsi presentati dal Comune di Modugno e dai comuni dell'Aro Ba2, di cui Modugno è capofila, c'è la natura sperimentale dell'impianto Newo, la sperimentazione su scala industriale e per giunta su rifiuti pericolosi, le perle vetrose (cioè il materiale prodotto dalla ossidocombustione di rifiuti pericolosi e non) che non cesserebbero di essere rifiuti e che come tali non consentono all'impianto di essere qualificato diversamente da un inceneritore, l'incompatibilità tra il piano industriale dell'Aro Ba2 e il progetto Newo poiché la messa in esercizio dell'inceneritore comporterebbe per i Comuni che hanno investito in termini economici e di personale nella raccolta differenziata, raggiungendo in poco tempo percentuali di raccolta superiori al 70%, come i comuni ricorrenti costituenti l’ARO BA/2, un gravissimo danno economico in quanto vedrebbero vanificare l’impegno profuso per raggiungere gli obiettivi imposti dalla legge nazionale e recepita dalla normativa regionale [come da ricorsi].
COMUNICATO SEGRETERIA SINDACO MAGRONE
