Il TAR ha accolto la prescrizione con la quale l'Amministrazione di Modugno ha chiesto l’adozione di un sistema di monitoraggio sperimentale delle emissioni odorigene che si avvale di cittadini volontari (cd. Recettori) chiamato Odortel. Di seguito il Comunicato stampa dell'Amministrazione comunale…
Le prescrizioni indicate nel 2015 dal Comune di Modugno (amministrazione Magrone), e confluite nell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) concessa a Tersan per la sua attività di produzione di compost dal trattamento di rifiuti organici in territorio modugnese, sono valide e condivise dal Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia. Nella sentenza resa dal Tar sul ricorso Tersan contro diverse prescrizioni contenute nel provvedimento di AIA, è stata accolta solo parzialmente l’impugnazione di Tersan, e cioè solo con riferimento ai compiti che la Regione Puglia deve ancora svolgere (carenza di istruttoria tecnica) per stabilire con precisione i limiti massimi delle emissioni odorigene che Tersan deve rispettare nello svolgimento della sua attività.
Sono invece state recepite le argomentazioni del Comune di Modugno in difesa della qualità dell’aria della città in cui la stessa Tersan opera. In particolare la prescrizione n. 2 con la quale l'amministrazione modugnese ha chiesto l’adozione di un sistema di monitoraggio sperimentale delle emissioni odorigene che si avvale di cittadini volontari (cd. Recettori) chiamato Odortel, contestata dalla Tersan, ha trovato pieno accoglimento dal Tar perché secondo il giudice amministrativo ci sono “inevitabili esigenze di tutela dei recettori sensibili che subiscono gli impatti negativi prodotti sull’ambiente circostante in cui si svolge la loro vita e si esplica la loro personalità”.
Un principio che assume tanto più rilievo, spiega sempre il Tar, in quanto l'attività produttiva responsabile degli eventi odorigeni insiste nella medesima area urbana in cui il fenomeno delle molestie olfattive è avvertito. Il Comune di Modugno aveva chiesto nel 2015 che tra le prescrizioni imposte a Tersan vi fosse il monitoraggio delle emissioni odorigene secondo il sistema Odortel – lo stesso adottato per qualche anno per l’Ilva di Taranto – al fine di verificare l’efficacia in tempo reale delle misure di contenimento e abbattimento” del ‘cattivo odore’.
Odortel prevede il coinvolgimento di decine di cittadini in varie aree della città che, attraverso un numero verde, segnalano alle autorità di controllo istituzionali gli eventi odorigeni che si verificano nell’area attivando, nel contempo, un sistema di campionamento che viene automaticamente acceso attraverso il software del sistema. In caso di superamento delle soglie odorigene, e cioè in caso di molestia delle emissioni, le misure del sistema Odortel prevedono la sospensione dell'attività produttiva. “Il sistema Odortel, ormai in uso in diverse realtà industriali (Taranto, Milazzo e Siracusa), si fonda – sottolinea il Tar – su una specifica norma tecnica dell'Unione Europea (EN 13725:2004) che standardizza un metodo che ricorre a nasi umani per eseguire analisi quantitative di odore, in unità odorimetriche. In sostanza, quando una molestia odorifera viene avvertita da un determinato numero di recettori, vengono prelevati campioni di aria sul quale vengono effettuate le relative analisi olfattometriche secondo la citata Norma UNI EN 13725/2004. La misura così ottenuta permette di confermare e validare in maniera oggettiva la percezione dei recettori sul territorio che diventano parte attiva dell'attività di monitoraggio degli impianti osmogeni. Ciò premesso, appare chiaro che la prescrizione in esame, funzionale a un più efficace e continuo monitoraggio degli impatti odorigeni sui recettori prossimi allo stabilimento, sottende l'applicazione del noto principio cardine delle politiche ambientali UE "chi inquina paga", in base al quale i costi connessi alla prevenzione, mitigazione e controllo degli impatti industriali devono essere internalizzati e posti in capo all'operatore economico che svolge attività produttiva di inquinamento, che in tale contesto ha l'onere di attivare un efficace sistema di monitoraggio”. In pratica, Tersan ha il dovere di attivare questo sistema di monitoraggio e deve al contempo accollarsene le spese in ossequio al principio "chi inquina paga". L'applicazione di Odortel è una richiesta fatta dall'assessore all'ambiente del Comune di Modugno Tina Luciano sin dal 2013 per fare in modo che se in città arriva il famigerato e riconoscibilissimo odore molesto delle lavorazioni della Tersan, e ciò è segnalato attraverso il protocollo del sistema Odortel, l’attività deve essere sospesa fino a quando non vengono eliminate le emissioni inquinanti e la causa della puzza.
Dal Tar è stata riconosciuta anche la prescrizione n. 3 chiesta dal Comune di Modugno, anche questa contestata da Tersan, che prevede a carico della società il posizionamento di ulteriori sistemi di campionamento olfattometrici, in aggiunta a quelli previsti dalla ditta al confine dell'impianto: sistemi di campionamento da collocare al di fuori del perimetro aziendale, in parti del territorio comunale particolarmente esposte ai fenomeni odorigeni.
Le prescrizioni dell'amministrazione Magrone trovano in definitiva completo accoglimento in quanto trovano fondamento, come evidenziato dal Tar, nell'esigenza di tenere conto dei pareri del Sindaco “quale Autorità sanitaria locale, anche al fine di apprestare la necessaria tutela sanitaria in vista degli effetti negativi sulla salute provocati dall'esposizione prolungata agli odori, in grado di incidere sul benessere psico-fisico di una persona e sui suoi comportamenti”.
In sostanza, dopo la sentenza del Tar resta un solo nodo da sciogliere e riguarda l’esatta definizione dei limiti di legge che l’impianto Tersan deve rispettare per le sue emissioni un atmosfera. Un nodo che spetta sciogliere alla Regione Puglia, per competenza, riprendendo e completando l’istruttoria tecnica del provvedimento AIA. Per stabilire così se nel caso specifico di Tersan si debba applicare il limite massimo dettato dalla norma nazionale (300 Unità Odorimentriche per metro cubo) o limiti diversificati, fermo restando – dice il Tar confermando anche in questo passaggio le motivazioni del Comune di Modugno espresse a tutela dell’ambiente e del benessere della popolazione – che comunque non Tersan deve mantenersi ben al di sotto del limite massimo individuato dalla più permissiva norma regionale (2000 OU/mc): “Gli standard previsti dalla normativa nazionale per soddisfare esigenze di tutela ambientale, anche attraverso il richiamo alle B.A.T., giammai potrebbero essere ridotti dal legislatore regionale, rientrando la tutela dell’ambiente, tra le materie rimesse alla competenza esclusiva dello Stato, potendo le Regioni pervenire a livelli di tutela più elevati nell’esercizio delle competenze ad esse conferite dalla Costituzione (ad es. tutela della salute), così pervenendo ad una protezione ambientale di livello più rigoroso”.
COMUNICATO SEGRETERIA SINDACO MAGRONE
