Gianluca Fratellini, 35enne partito da Modugno per diventare un affermato animatore cinematografico: dietro il famoso "Scrat" del film di animazione "L' Era Glaciale" c'è la sua mano… 

 

 

Gianluca Fratellini, 35enne partito da Modugno per diventare un affermato animatore cinematografico: dietro il famoso "Scrat" del filmdi animazione "L' Era Glaciale" c'è la sua mano.

Riportiamo parte dell' intervista fatta a Gianlcua Fratellini e pubblicata sul quotidiano Il Secolo XIX:

 

"Dal Vhs a L’Era Glaciale per inseguire e raggiungere la propria ghianda! È un sogno a tre e più dimensioni quello realizzato da Gianluca Fratellini, 35 anni, partito autodidatta da Modugno, in provincia di Bari, per diventare un globetrotter dell’animazione cinematografica. E c’è proprio il suo zampino dietro ai movimenti di Scrat, l’amatissimo scoiattolo protagonista assoluto della saga de L’era Glaciale, nelle sale da domani con il quinto capitolo In rotta di collisione.
 
«Confesso che Scrat è il mio personaggio preferito da animare – racconta Gianluca – . Forse perché un po’ ci assomigliamo: entrambi amiamo parlare poco e preferiamo destinare le energie alle nostre chimere, anche quando sembrano inafferrabili. È un perdente simpatico, non si stanca mai: dargli vita è uno spasso».
 
Nove mesi di frenetico lavoro a fianco dei registi presso i «Blue Sky Studios» a New York, gli stessi in cui negli anni precedenti sempre come «3D Character Animator» aveva firmato anche Rio 2 e Epic, dopo aver partecipato alla creazione di Hotel Transilvania a Vancouver con il team della Sony Pictures Imageworks.
 
L’uscita delle nuove avventure di Scrat & Company il giovane barese se le gode da Londra, dove ha appena terminato la produzione in 3D de La Bella e la Bestia, prossimo film Disney, e attualmente è alle prese con il sequel di Guardiani della Galassia. «Quando guardo il film la prima volta è sempre una strana sensazione: non vedo i personaggi ma vedo solamente i modelli, le linee, le ore e ore passate davanti allo schermo. In studio ogni scena è stata analizzata mille volte, spesso senza sequenze logiche: la prima visione è sempre una caccia all’errore, al difetto. Solo rivedendolo più volte riesco ad entrare nella storia e a percepire la magia che riesce a catturare il pubblico. Ed essere in parte protagonista di quella magia è la soddisfazione più grande».
 
Una soddisfazione che ha origini lontane, costruita con tenacia e ostinazione. «Mio padre lavorava in un’azienda dove progettavano macchine per la lavorazione delle olive: io, giovane liceale, mi intrufolavo nel suo ufficio affascinato dal computer. Non lo avevo in casa, non c’era internet, ma ero attratto da quel mondo, in particolare dalla grafica. Lì ho scoperto AutoCAD, un programma che permetteva di fare disegni a due e tre dimensioni: ho imparato ad usarlo e ho fatto i primi passi esperimenti di modellazione».
 
Corsi per animatori non ce ne sono, e Gianluca decide di fare da sé: divora libri e riviste che parlano di grafica ed effetti visivi, non si perde una puntata di MediaMente di Carlo Massarini per aggiornarsi sulle nuove tecnologie, frequenta fiere e smanettoni che gli passano software da provare. Con le conoscenze acquisite decide di osare e nasce il suo corto d’esordio: una storia d’amore adolescenziale tra due formiche. «Nel frattempo a casa era arrivato il computer e Internet: mi ero appena diplomato e mi stavo avviando all’Università. Navigando nel web scopro che uno studio di animazione in Lussemburgo sta cercando animatori: con una telecamera ho ripreso il mio corto dalla televisione, ho messo un Vhs in una busta e ho inviato senza tante speranze»."
 
 
Per l'intervista completa cliccate su questo link.