Botta e risposta tra Amministrazione Comunale di Modugno e la Tersan Puglia, sulla possibile sospensione della attività per la stessa azienda. Intanto la Regione Puglia, fa sapere che la decisione della sospensione non è ancora definitiva e che probabilmente domani ci saranno notizie a riguardo…

 

 

COMUNICATO SEGRETERIA SINDACO MAGRONE

La Regione Puglia ha sospeso per 30 giorni l’attività di compostaggio nello stabilimento di Modugno della Tersan Puglia, azienda che, per la sua produzione di compost, tratta la frazione organica dei rifiuti di gran parte della Puglia e di regioni limitrofe. Il provvedimento è stato assunto dal dirigente della Sezione Rischio industriale-Servizio Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della Regione Puglia, Giuseppe Maestri, perché per il rilascio dell’Aia, avvenuto il 7 agosto 2015, è stato imposto dalla Regione – si spiega nel provvedimento dirigenziale – il rispetto del limite di concentrazione di odori di 300 ouE per metro cubo, mentre dal monitoraggio delle emissioni trasmesso da Tersan stessa il 3 febbraio scorso la ‘concentrazione di odore’ è misurata in 1812 ouE al metro cubo. Controlli rigorosi sul rispetto delle prescrizioni Aia soprattutto per quanto riguarda la ‘puzza’ causata dalla produzione di compost dai rifiuti costituivano una delle principali richieste fatte, durante l’istruttoria per il rilascio Aia, dall’Amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone: la richiesta era motivata dalle ‘molestie’ che le ‘emissioni odorigene’ di Tersan causano ai cittadini di Modugno da almeno 30 anni, ‘molestie’ rese evidenti per la prima volta in una pesante relazione di Arpa Puglia, datata marzo 2014 e seguita a un sopralluogo insistentemente sollecitato dall’amministrazione comunale.
Nel provvedimento della Regione Puglia si precisa che la sospensione decorre dal 18 aprile prossimo “al fine di consentire ai Comuni conferitori l’individuazione di impianti alternativi” per il trattamento della frazione organica dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e dura “per giorni 30 e comunque per il periodo necessario alla risoluzione della difformità accertata” con “l’obbligo di ultimare le attività di trattamento in corso sui rifiuti già conferiti” dai Comuni: essa “terminerà a seguito dell’attestazione, da parte di ARPA Puglia, del ripristino della regolarità delle condizioni di esercizio dell’impianto”.
 
Nel provvedimento regionale di sospensione dell’attività di Tersan si spiega anche come da parte del Servizio regionale Aia si sia giunti alla decisione, dopo una diffida fatta a Tersan il 9 febbraio scorso con la quale la Regione Puglia imponeva “l’esecuzione immediata di interventi gestionali/manutentivi necessari a garantire il rispetto del limite di emissione, fissato per il parametro concentrazione di odori in 300 ouE per metro cubo”, una relazione sulle motivazioni che avevano portato all’inottemperanza della prescrizione e una nuova misurazione, entro 15 giorni dalla diffida, che accertasse ilo rispetto del mite emissivo prescritto. Contro la diffida Tersan Puglia aveva presentato un ricorso al Tar, con una richiesta di sospensiva alla quale aveva successivamente rinunciato, affidandosi al giudizio di merito fissato nei prossimi mesi.
Nel provvedimento regionale di sospensione si spiega dunque che la società il 4 febbraio ha inviato alla Regione i dati del monitoraggio delle emissioni del camino, con una relazione secondo la quale “la concentrazione di odore rilevata al camino dell’impianto di biofiltrazione” (1812 ouE per metro cubo) “è inferiore al valore limite previsto dalla legge regionale 23/2015 pari a 2000 uo/metro cubo”. Tuttavia – si aggiunge nel provvedimento della Regione Puglia – l’Aia rilasciata nell’agosto 2015 a Tersan prevede “per la concentrazione di odori” il rispetto del limite di 300ouE per metro cubo dal momento che il Testo Unico delle norme ambientali indica che l’Autorizzazione integrata ambientale è rilasciata “avendo a riferimento le migliori tecniche disponibili”. Per le quali – si aggiunge nel provvedimento del Servizio AIA della Regione Puglia – il riferimento tecnico utile “per la specifica attività di trattamento meccanico-biologico” è considerato, secondo le Linee di indirizzo del Ministero dell’Ambiente, il Decreto Ministeriale 29 gennaio 2007, decreto che appunto prevede, per le emissioni, un “valore teorico in uscita dal biofiltro inferiore alle 300 uo per metro cubo”.
 
L’impianto di Tersan a Modugno è l’impianto di compostaggio più grande d’Italia con le sue 600 tonnellate di capacità di trattamento al giorno, unico in Puglia per volumi e bacino di riferimento. La Regione Puglia nell’agosto scorso gli ha concesso l’Autorizzazione integrata ambientale imponendo di mettere a norma gli impianti, di ridurre la quantità settimanale di rifiuto trattato sino ad arrivare a 350 tonnellate al giorno e di evitare la dispersione del ‘cattivo odore’ che, per la sua pervasività e intensità, da anni causa ‘molestia’ alla popolazione di Modugno nel cui territorio ha sede l’impianto. La stessa società ha in costruzione l’impianto più grande d’Europa – 800 tonnellate al giorno – in un sito che è sul limitare del Parco nazionale dell’Alta Murgia, per il quale sono state di recente avviate procedure per l’Autorizzazione ambientale.
 
 
COMUNICATO TERSAN
 
La Tersan Puglia rispetta la legge, l’ufficio Aia no
 
Il sindaco nel suo comunicato ha ben sintentizzato il provvedimento dell’ufficio regionale, dimenticando di precisare che è pendente presso il Tar Bari il ricorso presentato dall’azienda per l’illeggittimo limite imposto dall’ufficio in sede di Aia.
Infatti la Tersan Puglia ha impugnato il provvedimento perché in violazione della legge regionale 23 del 2015 sulle emissioni odorigene. Questa legge, caldeggiata dall’Arpa, probabilmente la più rigida in Italia, stabilisce una disciplina diversificata a seconda che si tratti di processi produttivi con biofiltri aperti ed emissioni diffuse” e “processi produttivi con biofiltri chiusi ed emissioni convogliate”.  Nel primo caso si deve rispettare il limite di 300 unità odorimentriche per metro cubo, nel secondo vale il limite di 2000 unità per metro cubo. 
Peralto l’azienda  aveva presentato un progetto di biofiltro aperto e chiesto il limite di 300 unità odorimetriche. Nella conferenza di servizio del 25 giugno 2015 l’Arpa Puglia ha  invece richiesto alla Tersan la modifica del progetto prescrivendo  l’inserimento di biofiltri chiusi (convogliamento ad un camino di emissione) “….in accordo con quanto prescritto dalla legge regionale 23/2015” (legge sulle emissioni odorigene).  Quindi la Tersan ha  ripresentato un progetto con biofiltro chiuso proprio per rispettare la legge 23 e la prescrizione Arpa.
Ciononostante  l’ufficio Aia ha imposto alla Tersan un limite di 300 unità odorimetriche,  inferiore a quello della legge 23  che impone appunto le 2000 unità. Il tutto senza motivazione, senza aver ottenuto il necesario parere Arpa e, si ribadisce, in contrasto con la legge regionale.
E’ inequivocabile che le emissioni rilevate al camino di Tersan Puglia siano inferiori al limite di 2000 unità odorimentriche stabilito per legge.  Per questo l’azienda sta facendo valere le proprie ragioni nelle sedi competenti e nel frattempo sta ultimando i lavori per mettere a regime le  ulteriori misure previste dal progetto approvato per rendere irrilevanti gli impatti olfattivi. 
 
 
NOTIZIE DALLA REGIONE PUGLIA
 
Nelle prossime ore si saprà se la Regione sospenderà per qualche settimana l’attività di compostaggio nello stabilimento Tersan di Modugno. 
Gli uffici regionali hanno diffidato la Tersan al rispetto dei limiti delle «emissioni odorigene».
 
Intanto l’assessore regionale all’Ambiente Mimmo Santorsola ha dichiarato che la decisione non è stata ancora presa e nel corso di untavolo tecnico che si terrà domani (Venerdì) si prenderanno decisioni più dettagliate ed ufficiali.