Si può ripartire dal Sud? Può essere il motore della ripartenza dell'Italia? Sono alcune delle domande alle quali il giornalista Lino Patruno cerca di rispondere con il suo libro, presentato ieri a Modugno…
Si può ripartire dal Sud? Può essere il motore della ripartenza dell'Italia? Sono alcune delle domande alle quali il giornalista Lino Patruno cerca di rispondere con il suo libro “Il meglio Sud, attraversare il deserto e superare il divario”; una guida ad uso e consumo dei meridionali per imparare che cosa sia veramente il Sud e le sue potenzialità, al di là dei pregiudizi e degli schemi preconcetti. Presentando il testo alla libreria Paideia, l'ex direttore della Gazzetta del Mezzogiorno ha più volte rimarcato la necessità di vedere il Sud come una risorsa non sfruttata e dimenticata, piuttosto che come una zavorra sulle spalle del Nord, come si suole credere.
“Spesso è lo stesso meridionale a sentire di essere nato in una terra con segno meno, ma chi ha detto che ci deve essere un divario tra Nord e Sud? Ho scritto questo testo – commenta Patruno – perché sono sempre stato convito che ci possa essere ancora speranza per la mia terra e ho sempre sentito che il marchio del peggio Sud fosse imposto non del tutto giustamente”.
Durante il viaggio alla scoperta del meridione, il giornalista racconta di aver incontrato un mondo diverso, celato, che nasconde eccellenze nell'ambito dell'informatica e della scienza, un profondo senso di giustizia e legalità, la difesa di valori perduti.
“Ho conosciuto – racconta lo scrittore – cento novelli Mosè che potranno traghettarci, con la loro creatività, verso l'uscita dalla crisi. Ma lo sapevate che a Monopoli ci sono due ragazzi che hanno costruito il primo aereo superleggero in fibra di carbonio? O che sono meridionali gli inventori di un guanto interattivo per non udenti? Perché i giornali, quando parlano di Sud, lo abbinano solo a scandali, malasanità, criminalità e degrado? Perché non si parla delle nostre eccellenze? Per questo ho voluto scrivere, per far si che il meridionale si scrolli di dosso la disillusione e, finalmente, reagisca”.
Non bisogna, però, pensare che lo sguardo del testo al sud sia del tutto acritico.
“È vero che contro il meridione c'è un vero e proprio museo degli orrori – continua Patruno – ma è anche vero che i nostri politici, troppo spesso mossi da motivi clientelari piuttosto che dal fare il bene pubblico, hanno contribuito a disegnare i contorni del peggio Sud. Un esempio tra tutti la Salerno Reggio Calabria. Non intendo chiudere gli occhi, piuttosto voglio che si possa vedere a 360 gradi”.
Rimane da chiedersi, allora quale sarebbe la ricetta per uscire da questo pantano e far rifiorire la nostra terra del sole. Per Lino Patruno la risposta è superare il divario e inventare.
“La storia è piena di eroi che, non sapendo che non si poteva fare, l'hanno fatto. Noi dobbiamo seguire il loro esempio”.


Articolo e foto a cura di Roberta Marinelli
