Nell' ultimo incontro della "Consulta per l' Ambiente" si è discusso approfonditamente della questione Ecofuel Apulia. Riportiamo il resoconto dell' incontro a cura di Adriana Ranieri…
Modugno: “Ecofuel Apulia s.r.l.”
e le sue condizioni primigenie che spianano la strada al suo insediamento
In data 17 Febbraio 2014, la Consulta per l'Ambiente si è riunita in seduta pubblica presso la sala “Beatrice Romita” del Comune di Modugno, per affrontare la nodosa questione “Ecofuel Apulia s.r.l.”.
Presenti alla consulta erano: Incoronata Maria Luciano – Assessore attività produttive, agricoltura, sviluppo sostenibile, Ambiente e Politiche comunitarie del Comune di Modugno; Maria Magrone – Ufficio Ambiente del Comune di Modugno; Costantino Ferrulli – Presidente Consulta per l’ambiente;a Commissione Ambiente del Comune di Modugno( composta da: Vito Libero – Consigliere Comunale; Stella Sanseverino – Consigliere Comunale) ;e le varie associazioni iscritte alla consulta.
La Consulta per l'Ambiente, in particolare, ha esaminato le condizioni primigenie che hanno reso possibile la richiesta da parte della suddetta “Ecofuel Apulia s.r.l.” di realizzare un impianto di depolimerizzazione della plastica, in Via delle Mammole n. 26- 28 Z.I. Modugno( bari), per la produzione di combustibile assimilabile a cherosene.
– La prima condizione è da ricercarsi, per la consulta, nella revoca da parte del Commissario Straordinario Alfonso Magnatta, in data 13 Marzo 2013, dell'Ordinanza sindacale 3500 dell'allora Sindaco Rana del 22 Gennaio 2010, recepita dal Consiglio Comunale in data 30 marzo 2011, che vietava l’insediamento sul territorio comunale di nuovi insediamenti industriali inquinanti. L’ordinanza fu promossa in seguito alla definizione da parte di Arpa Puglia, dell’area comunale di rientrare in categoria C e quindi “meritevole di piano di risanamento ambientale” evidenziando la necessità di tutelare la salute pubblica e l’integrità ambientale tramite bonifica del territorio.
La revoca, da parte del commissario, ha di fatto decretato che al giorno d’oggi, l’assenza di uno strumento di protezione e tutela del territorio e della salute della comunità, dando possibilità di insediamento sul territorio di nuovi insediamenti inquinanti. Dato la gravità della condizione ambientale modugnese, tanto da rientrare per ARPA in fascia C, perché il Commissario ha revocato l' ordinanza?”
La risposta è stata: “il commissario avrebbe valutato l’ordinanza sindacale in questione come un provvedimento di carattere urgente e limitato nel tempo e così avrebbe richiesto, tramite il competente Ufficio Comunale, all’agenzia ARPA Puglia nuovi dati al fine di acquisire parere a proposito dello stato di presenza di polveri sottili pm 10 e pm 2.5 sul territorio comunale.
Arpa Puglia, in tale occasione, rispose affermando, l’assenza di condizioni di criticità dello stato di pm 10 e p. 2.5 per l’anno 2011 e 2012”. Si deduce,quindi, che l’ordinanza del Commissario Straordinario Alfonso Magnatta circa la revoca della moratoria del 2010,avviene in seguito al responso del parere richiesto ad ARPA per valutare l’idoneità di permanenza di una ordinanza ritenuta datata. Affermando ARPA l’assenza di condizioni di criticità dello stato di pm 10 e p. 2.5 per l’anno 2011 e 2012”,si è optato quindi verso un parere favorevole alla revoca della moratoria piuttosto che verso l’ adozione di un principio di precauzione. Ma per il presidente della consulta i dati di ARPA forniti al Commissario,sarebbero in contraddizione con i dati rilevati dalle centraline EN 05 ed EN 02, che già al termine del primo semestre del 2011,fino a Maggio dello stesso anno, presentano rispettivamente 28 e 18 superamenti dei livelli massimi di normativa rispetto ai 35 superamenti ammissibili. Inoltre, in data 16 luglio 2011 si riporta sul portale CSIPA.IT( il portale della rete di monitoraggio ambientale del Comune di Modugno) un dato di superamento della soglia di allarme di particolato della centraline EN 02 per quattro volte negli ultimi 12 mesi.
Viene naturale chiedersi ,come mai Arpa fornisce dati contrastanti tra loro? Sia nella riunione della Consulta del 17 Febbraio 2014 che nel verbale della seduta del 5 Dicembre 2013 della stessa, si evidenziavano le criticità che caratterizzano il monitoraggio della qualità dell'aria da parte di Arpa. Monitoraggio che dovrebbe efficientemente realizzarsi tramite gli strumenti di ben tre reti: due pubbliche(Regionale e Comunale) e una privata della società Sorgenia, come previsto nelle prescrizioni del decreto autorizzativo della stessa, che prevede ben cinque centraline dalla EN02-EN05.
Sia i dati delle due reti pubbliche e quella privata sono elaborate e forniti da Arpa, solamente che queste centraline sono risultate stazioni di rilevamento poco efficienti o totalmente non funzionanti, in quanto non rilevano 24h su 24h in modo continuo e tutte insieme. Si manifestano, inoltre, perplessità dei dati trasmessi da ARPA riguardo la rispondenza alle prescrizioni contenute nel decreto autorizzativo di Sorgenia in quanto si registrano volumi di dati minori rispetto ai minimi previsti dalle stesse prescrizioni, in particolare per il PM10.
Anche l’Assessore Tina Luciano, ha affermato: “è vero che ARPA ha avuto un atteggiamento abbastanza discutibile riguardo il giudizio di affidabilità del suo operato perché se da un lato in sede di valutazione di impatto ambientale della centrale Turbogas di Sorgenia l’agenzia regionale ritiene che un motivo per cui non si deve procedere con la realizzazione del suddetto impianto è il pessimo stato della qualità dell’aria con particolare riferimento ai limiti previsti dal D. Lgs. 155/2010, d’altro canto nel 2011 certifica un giudizio ottenuto in seguito ad una campagna di rilevazioni di agosto-settembre 2011 da cui si ottiene un numero di superamenti non allarmante che decreta l’invalidazione degli interi report acquisiti nell’anno 2010. La condizione di inaffidabilità dell’operato di ARPA persiste anche per alcuni periodi del 2013”.
Quindi,L'inaffidabilità dei dati Arpa ha permesso la revoca dell'ordinanza suddetta e non permette inoltre al Comune di poter sapere in concreto lo stato della qualità dell'aria Modugnese per potersi difendere da queste lobby come Ecofuel.
– La seconda condizione riguarda il procedimento relativo al permesso a costruire in sanatoria richiesto dalla Ecologica spa proprietaria dell'area e Ecofuel srl.
Negli anni precedenti al 2012 l'Ecofuel aveva già fatto istanza al Consorzio ASI per poter costruire il suo impianto. Ma visto la reattività dei cittadini modugnesi a tali impianti e l'ordinanza, il Consorzio ASI pensa bene di assegnare al' Ecofuel un terreno presso il Comune di Bitonto. Questo terreno è però sotto sequestro da parte della finanza in quanto utilizzato come discarica abusiva e sarà dissequestrato solo quando i comuni avranno attuato la bonifica di quel suolo.
Allora Ecofuel,aggira l'ostacolo per uscire da questa situazione di stallo. Nel 1 agosto 2012 la ditta ECOLOGICA spa che svolge l’attività di trasporto persone con autobus, di linea e agenzia viaggi, chiede al Comune di Modugno (settore assetto del territorio) un “permesso di costruire in sanatoria” per la ristrutturazione urbanistica di due lotti di proprietà della stessa ditta in viale delle Magnolie nella zona industriale di Modugno. Caso strano il 28 settembre 2012 la ditta ECOLOGICA e la società ECOFUEL stipulano un contratto in base al quale ECOFUEL realizzerà il suo impianto di depolimerizzazione della plastica in uno dei due lotti di ECOLOGICA, precisamente nel lotto B. Il 28 settembre 2012 ECOLOGICA ed ECOFUEL modificano la richiesta di permesso di costruire in sanatoria fatta al Comune di Modugno il primo agosto in “attivazione di procedimento unico” previsto dal DPR 160/2010 (Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive).
“Obiettivo” dell’istanza – si spiega nella Relazione tecnica prodotta al Comune di Modugno – “è poter operare un intervento di ristrutturazione urbanistica” dell’intero lotto di proprietà di ECOLOGICA per ottenere due lotti autonomi in uno dei quali ECOLOGICA continuerà la propria attività mentre nell’altro si insedierà l’impianto ECOFUEL di depolimerizzazione della plastica. Il 13 marzo 2013 il commissario straordinario del Comune di Modugno, sulla base di nuovi dati forniti da Arpa per la qualità dell’aria a Modugno, revoca l’ordinanza sindacale 3500 che era stata emessa il 22 gennaio 2010 come detto in precedenza.
Il 27 marzo 2013, ECOFUEL presenta al Comune di Modugno la documentazione per l’attuazione della pratica di ‘permesso di costruire’. Addirittura su sollecitazione dell’Ufficio tecnico [responsabile dell’urbanistica il segretario generale Anglana], nelle settimane immediatamente successive Ecofuel produce altra documentazione necessaria all’avvio della pratica.
Successivamente si insedia la nuova amministrazione che nel luglio 2013 rende noto il suo parere negativo nei confronti dell'impianto, ma è solo un parere e i giochi sembrano fatti.
In questo modo Ecofuel è riuscita ad utilizzare una Istruttoria per la ristrutturazione urbanistica di due lotti come permesso a costruire il suo impianto di depolimerizzazione.
Ulteriore criticità sottolineata dal Sig. Tino ferrulli e dalla Dott.ssa Tina luciano è rappresentata dalla scelta del comitato VIA(valutazione impatto ambientale) di collocare il Comune di Modugno non tra gli enti che devono esprimere il parere ricadendo l’attività nel proprio territorio, bensì il Comune è solo presente tra i soggetti che presentano osservazioni, individuando così un processo di confronto solo successivo così come previsto dall’art. 12 del D. Lgs. 11/2001.
Dunque a causa dell'istanza da parte di Ecofuel Apulia presentata come già detto allo sportello unico delle attività produttive ai sensi dell’articolo D. Lgs. 160/2010 per la costruzione in sanatoria e ad un iter procedurale ambientale che, dal momento della presentazione di istanza di assoggettabilità a VIA presso l’assessorato all’ambiente del Comune di Modugno, ha visto l’ente Comunale estromesso da un ruolo fondamentale che avrebbe dovuto ricoprire in prima linea e per il quale è sostituito dalla Regione in indizione di conferenze di servizi, e dato che la stessa finanzia questi progetti detti “ innovativi” perché rientrerebbero nel ciclo dei rifiuti,sembra ovvia la risposta positiva all'instaurazione dell'impianto. Ed inoltre il Comitato Tecnico Regionale nella produzione di ben due atti confonde il parere favorevole di carattere urbanistico con un parere favorevole ambientale del Comune di Modugno.
In conclusione sulla base di queste considerazioni la consulta ha deliberato:
– La Ecofuel, è un impianto inquinante non può essere realizzato in un territorio già gravemente compromesso, in quanto meritevole di azioni di risanamento secondo quanto riportato nel Piano Regionale della Qualità dell'aria della Regione Puglia.
– Il funzionamento delle centraline per la rilevazione dei valori della qualità dell'aria è alquanto dubbio ed inefficace e, questo non consente di avere chiaro il quadro delle emissioni degli inquinanti in atmosfera.
– Riguardo al procedimento relativo al permesso a costruire in sanatoria richiesto dalla Ecologica spa proprietaria dell'area e Ecofuel srl, soggetto conduttore, le Associazioni e Comitati aderenti alla Consulta ritengono che non si possa escludere l'ipotesi di vizi formali e sostanziali. Tra dette ipotesi non si comprende l'assenza del nulla osta paesaggistico.
– possibili inadempienze riguardo il controllo delle quantità di PVC(poli-cloruro di vinile, è una delle materie plastiche più utilizzate al mondo) trattato
– Impossibilità di misurare tutt'ora le emissioni nell'aria rilasciate nel trattamento del PVC a causa delle centraline non funzionanti e datate.
– assoluta condizione sperimentale dell’impianto, primo nel suo genere in Italia e di dimensioni e potenza pari al triplo di quello presente in Svizzera;
– totale infondatezza della positività del proponente dell’impianto nell’individuare l’inquinamento prodotto dalla depolimerizzazione minore di quello di un inceneritore;
– produzione di carburante assimilabile a cherosene e quindi di tipo grezzo ponendo la possibilità e la previsione di ulteriori possibili richieste di nuovi insediamenti questa volta riguardanti attività di raffineria.
Stante quanto anzidetto, propone il ripristino del divieto del' ordinanza sindacale 3500, di nuove installazioni inquinanti su tutto il territorio di Modugno e, l'avvio contestuale da parte della Regione di un piano di risanamento già previsto dal 2009 e mai attuato.
Atto successivo sarà il Consiglio monotematico sull' Ecofuel e quale strategia dovrà adottare l'amministrazione comunale in merito.
(a cura di Adriana Ranieri)
