Il Tribunale di Lecce ha respinto la richiesta di scarcerazione di Arjan Tusha, l'unico condannato per l'omicidio di Giuseppe Lacalamita, risalente al 2002…

 

Era la sera del 22 Settembre 2002 quando Giuseppe Lacalamita a lu sua fidanzata si era spostati alla periferia di Modugno per assistere ai fuochi d'artificio in onore dei Santi Patroni della città. In quella triste sera una banda di 3 malvienti assaliva la coppia e nel tentativo di rapinarla uccideva Giuseppe a soli 30 anni.

Le attenzioni degli inquirenti si spostarono subito su tre albanesi, due fratelli ed un loro amico. Il 3 Febbraio 2005 la corte d'assie di Bari condanno' i tre per quell' omicidio.

Nei successivi gradi di giudizio, però, Florenc Seferi ed Indrit Tusha furono assolti mentre Arjan Tusha si rese latitante e non impugno' la condanna inflittagli in primo grado, tant'è che nel 2007 venne spiccato un mandato di arresto internazionale per il Tusha che da allora è ricnhiuso nel carcere di Durazzo, dove sta scontando una pena a 12 anni.

L'anno scorso Arjan Tusha, vista l'assoluzione degli altri due imputati, ha presentato alla corte di Appello di Lecce domanda di revisione del processo "per mancanza del presupposto di colpevolezza".

Tre giorni fa', pero', la Corte leccese ha rigettato al domanda di Arjan Tusha condannandolo anche al pagamento delle spese processuali.

L'anziano padre di Giuseppe Lacalamita ha potuto, finalmente, vedere condannato uno degli assassini di suo figlio.