Negli ultimi anni abbiamo spesso sentito parlare di digital divide in Italia, ma di cosa si tratta? Semplicemente del divario che c’è tra chi ha accesso adeguato a internet e chi non ce l’ha, per scelta o meno…
Digital Divide: ecco la ricetta per superarlo in Italia

Negli ultimi anni abbiamo spesso sentito parlare di digital divide in Italia, ma di cosa si tratta? Semplicemente del divario che c’è tra chi ha accesso adeguato a internet e chi non ce l’ha, per scelta o meno. Da questo ne deriva una esclusione dai vantaggi della società digitale. Con danni socio-economici e culturali per chi ne è colpito. Chi è escluso dal digitale – per scelta o per caso fortuito – ne perde i vantaggi. Con un danno socio-economico e culturale. Se le aziende, soprattutto le più piccole, hanno finalmente intuito l’importanza di adottare all’interno della propria routine produttiva tecnologia ed in particolare internet partendo dagli strumenti più basilari ma efficienti come il fax virtuale, diversa è la situazione per i cittadini che hanno poche possibilità.
E poiché chi è in digital divide – secondo gli studi, come Istat – è spesso di un ceto sociale già svantaggiato, entra in un circolo vizioso. Di crescente povertà ed esclusione. Cerchiamo di tracciarne i confini, per trovare anche le strade giuste per combattere il fenomeno. Tra le categorie più minacciate dall’esclusione digitale vi sono i soggetti anziani (cd. “digital divide intergenerazionale”), le donne non occupate o in particolari condizioni (cd. “digital divide di genere”), gli immigrati (cd. “digital divide linguistico-culturale”), le persone con disabilità, le persone detenute e in generale coloro che, essendo in possesso di bassi livelli di scolarizzazione e di istruzione, non sono in grado di utilizzare gli strumenti informatici.
In Europa il digital divide di primo livello, secondo la Commissione Europea, è la mancata copertura di banda larga fissa ad almeno 2 Megabit (Adsl, cavo coassiale – che in Italia manca – o fixed wireless). In Italia questo dato di digital divide riguarda una popolazione di pochi punti percentuali (meno dell’1 per cento secondo quanto riportano gli operatori, ma ultime rilevazioni Agcom tendono a rivedere al rialzo questo dato, fino al 4 per cento circa nel 2018, considerando anche problemi tecnici sulla linea che in effetti impediscono l’attivazione del servizio).
In Italia il digital divide è causato prevalentemente dalla mancanza di infrastrutture adeguate e riguarda la mancanza di un collegamento ad internet veloce. Alcune zone del nostro Paese, infatti non sono raggiunte dalla banda larga per cui circa il 12% della popolazione italiana si trova a vivere in condizione di digital divide. Probabilmente se si guardasse in avanti si potrebbe notare quanto un investimento sulle tecnologie e sul futuro non sia uno spreco di denaro, bensì un’opportunità di crescita.
Digital Divide in Puglia
Il fenomeno del Digital Divide si estende in tutta la penisola, con particolare attenzione ad alcune regioni come la Puglia, la Calabria e la Sardegna. Complessivamente la copertura del servizio non risulta uniforme tra le aree metropolitane e aree a bassa densità di popolazione, dove l'investimento non assicura una remuneratività in tempi brevi. Queste aree sono caratterizzate da deficit infrastrutturali o dalla mancanza di tecnologie più evolute che limitano le potenzialità di accesso a Internet. Molto buoni i dati in Puglia dove su una popolazione residente pari a 4,089 milioni di abitanti c'è una copertura con Banda Larga (ADSL) pari al 95,7% e con Banda Larga (solo wireless) pari al 2,9%.
(m.p.)
